Vita e Poesia erotica: Monia Moroni

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Vita e Poesia erotica: Monia Moroni

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Con Monia Moroni iniziamo una rassegna delle poete e dei poeti emergenti e contemporanei che raccontano la loro vita, la loro Poesia.

 

E IO CHI SONO?

Ognuno ha facoltà d’accudire la propria follia come vuole,

così lo scrivere mi elargisce sollievo, assenza di gravità

Parlare di me è una sfida.

Mi chiamo Monia Moroni e sono una Poeta.

Il mio percorso di scrittura si snoda saltuario nelle stagioni dell’esistenza fino all’arrivo del 2020, anno in cui ho deciso di fare sul serio e dare una sistemazione all’ispirazione poetica.

Monia Moroni eros Giacomo Leopardi poesia

Monia Moroni

Ho iniziato a scrivere nell’adolescenza, per lo più immagini allucinatorie che la mia mente partoriva senza l’uso di droghe, in una camera della mia casa, dove soggiornavo da sola quasi tutto il tempo.

I sogni forniscono da sempre un’occasione d’indagine alla mia persona, in risposta all’energia che li contraddistingue.

Percepisco le cose in maniera esponenziale e vago e osservo ciò che mi circonda, ma anche ciò che non si vede a occhio nudo; un dono a doppio taglio che lascia pur sempre una grazia considerevole.

La poesia ha cambiato radicalmente la mia vita, l’ha stravolta e arricchita nell’amore e nel dolore, facce della stessa medaglia.

Ho iniziato a sperimentare e a istruirmi consultando i testi dei grandi maestri della letteratura, cercando di capire le parole, avventurandomi al di là di esse, nell’intrinseco inconscio delle liriche.

Come Giacomo Leopardi strutturava i suoi “a capo”?

Quanto incidevano sulla musicalità del verso le virgole della sua grammatica?

L’universo della sua poesia fu per me una lettura del sesto senso, il cuore, il principio.

Giacomo Leopardi romanticismo Recanati infinito naufargar m'è dolce in questo mare

Giacomo Leopardi

QUANDO INCONTRA L’AMORE

IL POETA BRUCIA

Quando sono posseduta dalla passione, la poesia d’amore ed erotica vola sulla mia penna.

Il cosiddetto Pathos libera in me preconcetti familiari antiquati e costringenti dell’infanzia,

il mio corpo si libera nei versi e nel respiro dell’anima.

Sono convinta che un poeta debba essere nudo, avere la spudoratezza di scrivere ogni sua foglia che cade e raccoglie: la verità ha la potenza d’un dio.

Amore brucia,

la Morte gode!

Monia Moroni

UNIVERSI

In questo universo cerco una sensualità percettibile a chi mi legge, un’armonia del sacro sull’amore che è sangue, e che spinga nella cassa di risonanza dell’anima a sfogliare i petali della pelle.

Il corpo mi segue acceso ad istanti di sensi presenti in movimento, e trasmette l’impulso a spogliarmi, all’estasi della poesia, nelle immagini che propongono le mie fantasie erotiche e d’amore.

Mordevo baci di mela

alla tua bocca

apice d’un intero,

sole e luna insieme.

Monia Moroni

La mia poesia si delinea in assenze e ritorni, spazi che si dilatano e contraggono, vie dimenticate, dimesse, nelle quali riesco a percorrermi e ritrovarmi, luoghi smarriti di scene e immagini e suoni in tutta la loro forza e potenza evocativa.

Ma anche il volo del sogno che svapora nell’incastro di concetti paradossali e delinea in maniera leggera o frizzante oppure roboante, il sentimento e l’atto d’amore.

La vena erotica che s’insinua fra le mie gambe riproduce momenti che lancio in volo nei deliri sulla carta.

Senza l’amore e lo scuotimento che esso comporta, tutto ciò sarebbe quasi impossibile.

Occorre bruciare per scrivere poesie d’amore ed erotiche, ma anche raggiungere consapevolezze e accettazioni di se stessi, che risalgono all’antica casa dell’anima.

INFINITO DI NUVOLE

Essere un poeta è anche un’ammissione di quello che si è e che si prova nella sua interezza:

i sentimenti sono fondamentali, e questo infinito di nuvole e soli e lune sul nostro mare di sensi ritorna nitido nella verità, nella trasparenza delle acque intorbidite dalla paura.

Lasciarsi andare è un atto di coraggio estremo, soprattutto per una donna, una donna che scrive poesie di questo tipo.

Fra tante, prediligo la grandissima Alda Merini, compagna delle mie tempeste.

Le tue mani sono grandi ventose

fanno sì che la mia carne diventi doppia

e tripla. Il sasso del tuo sguardo

è caduto nelle acque dell’immaginazione di dio:

si indigna del nostro piacere e sconvolgimento

la terra, dibattendoci come due rettili infami

mentre perdiamo l’anima

A. Merini

 

CHI MI SUSSURRA: I MAESTRI DELLA POESIA D’AMORE ED EROTICA

Il mio percorso poetico nella poesia d’amore ed erotica si avvale di temerari del passato, che danno un immaginario incredibile sull’argomento e dimorano al mio fianco: mi toccano le mani mentre batto lettere al terminale, solleticano il mio corpo, m’accarezzano il cuore.

Penso di essere posseduta da Arthur Rimbaud, il poeta veggente.

Il gigante maledetto ha uno stile unico e coinvolgente, figlio d’arcaici passaggi planetari dal paradiso all’inferno.

Devo a lui la maggior parte delle parole, ebbro della libertà, la sua poetica è immersa in un mare di figurazioni e ritratti.

Rimbaud scioglie la mia forma di donna nei versi carichi di sensualità e adorazione dell’amante, con una forza virile che sogno appartenere a un poeta moderno, qualcuno che mi mandi fuori di testa col fuoco delle parole e il coraggio di vivere veramente.

Io parlerò nella tua bocca;

e me ne andrò, stringendo

il tuo corpo, come se cullassi un bimbo,

ebbro del sangue

che ti scorre azzurro sotto la pelle chiara

dai toni rosati:

e francamente ti dirò quelle cose che tu sai…

i nostri grandi boschi sapran di linfa e il sole

cospargerà d’oro il loro grande sogno

verde e vermiglio…

arthur rmbaud poeta maledetto gli stupri una stagione all'inferno

Arthur Rimbaud

Conobbi poi Ghiannis Ritsos: la sua poesia è sangue e anima.

Ritsos apre i versi come lava che scende dai vulcani, narranti e ardenti, le liriche mirano ad un amore che non ha mai fine. La poesia sentimentale è vissuta sul corpo, e questa è senza dubbio una verità assoluta, non lascia scampo nell’espressione dell’erotismo nella letteratura.

Le sue parole sono vene che si accendono di rosso sulla carta come la pelle dell’uomo e della donna nell’ora dell’amore (suoi versi invertiti e parafrasati).

Lei si veste si spoglia

i suoi vestiti fuoco

la sua nudità fuoco

i chiodi fondono

un fiume di ferro

scorre sotto gli alberi

si aprono tre finestre

gli uccelli guardano dentro

con un fiammifero nel becco

dodici vetri sono rossi

sei d’oro.

G. Ritsos

 

 

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Ghianni Ritsos

INTROSPEZIONE

Più romantico e introspettivo è il magico Pedro Salinas, adoro i suoi giochi di parole, la forza ancestrale dei versi. Un viaggiatore dell’anima nell’amore e nell’erotismo delicato e carezzevole, che spacca il cuore in mille pezzi e poi lo ricompone.

Le sue liriche sono echi di meraviglia, richiami all’amata in un espressività vitale, che insinua chiavi antiche di lettura estremamente intelligenti e luminose nella loro rivelata semplicità.

Un tipo di romantico suadente che auspico incontrare nelle strade della mia vita, nel corpo di un uomo, di un poeta.

Ti ho conosciuto nella tempesta.

Ti ho conosciuto, improvvisa,

in quello squarcio brutale

di tenebre e luce,

dove si rivela il fondo

che sfugge al giorno e alla notte.

Ti ho visto, mi hai visto, ed ora,

nuda ormai dall’equivoco,

della storia, del passato,

tu, amazzone sulla folgore,

palpitante di recente

ed inatteso arrivo,

sei così anticamente mia.

Pedro Salinas einaudi amore

Pedro Salinas

La poesia erotica e d’amore lascia sempre incantati, perché è il sogno che si fa carne e vola.

E noi abbiamo necessità d’amore e d’amare.

Il corpo ha l’intelligenza di riconoscerlo nella sacralità di tocchi e gesta quando ne incontra un altro in sincronia universale, una fantastica morbida follia.

M’adagio sul tavolo,

puoi mangiare.

Quadro la luna a diamante.

Monia Moroni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Svola Balena! poesie allo stato gassoso


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Comment (1)

  • Antonio

    Bellissima e profonda questa autobiografia poetica dell'anima. Come dicevano gli antichi, Eros è un dio. A volte ci possiede e si prende tutto, tutto ci impone di dare. Solo da questa prospettiva si può capire che, se da un lato denudarsi è come scrivere poesie e suonare la propria musica, d'altro canto comporre musica e scrivere poesia è denudarsi. In entrambi i casi lo facciamo perché vogliamo essere visti, letti, ascoltati, in ultima analisi vogliamo essere "presi" e carpiti nella nostra intimità dall'altro, sperando che ci "possieda" e faccia "suo" quel che noi siamo. Non ci basta essere noi per noi; abbiamo bisogno d'essere d'altri. Agli autori citati da Monia aggiungerei per me il fondamentale Carlos Drumon De Andrade.

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