Vera Gheno: “Chiamami così” e la rivoluzione della diversità

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Vera Gheno: “Chiamami così” e la rivoluzione della diversità

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Vera Gheno è una sociolinguista, traduttrice e divulgatrice.

Chiamami così nasce dalla trascrizione di una conferenza tenutasi a Rimini; la presentazione è firmata da Fabrizio Acanfora.

Il volume, edito da Il Margine edizioni, si divide in cinque macro capitoli, che ruotano attorno a temi molto importanti riguardanti principalmente i concetti di diversità e inclusione legati anche, e soprattutto, all’ambito linguistico.

La diversità

Il concetto di diversità è senz’altro una nuova costante nella nostra quotidianità. Secondo Gheno dovremmo semplicemente distaccarci dal concetto che diversità sia qualcosa che modifica – spesso in negativo- la normalità e invece concentrarci sul fatto che quest’ultima sia sinonimo di varietà: basta dunque ignorare la diversità, piuttosto celebrarla!

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Vera Gheno

La diversità modifica anche la lingua.

Soffermandoci sulla parola Femminicidio utilizzata al posto di omicidio: parliamo di femminicidio quando il soggetto dell’assassinio è una donna; questa parola tende, da quando è diventata di uso comune, a irritare molto la società tanto da far indignare uomini che volevano venisse usata in contrapposizione la parola “maschicidio”, pure quando i dati ISTAT mostrano chiaramente la netta differenza tra le uccisioni di donne e quelle di uomini.

Nel femminicidio c’ è un macabro gioco di potere in cui la donna, essendo visualizzata come oggetto dell’uomo è a lui che appartiene e dal momento in cui lei appartiene a lui allora lui potrà farne ciò che vuole.

La diversità diventa così un importante specchio della società in cui viviamo e non più qualcosa da marginalizzare.

Differenze generazionali

Non manca il Focus sulle nuove generazione abituate alla diversità da molto prima rispetto alle generazioni precedenti; i bambini di oggi infatti tendono a vedere la diversità come normalità, con naturalezza, mentre tornando indietro di una o due generazioni l’occhio passa dalla naturalezza alla critica, sempre più aspra man mano che torniamo indietro nel tempo: così nascono le discriminazioni.

Gheno elenca una serie di discriminazioni, mettendo però l’accento sul fatto che esistano davvero molti parametri per definire bene queste ultime. Esistono discriminazioni sessuali, identitarie, razziali, abiliste, si parla spesso di body shaming, di aporofobia (paura della povertà), tutto ciò che come un morbo affetta la nostra società e difficilmente accenna ad arrendersi.

Normocentrismo

Utilizzando l’esempio di un gioco a noi tutti conosciuto (indovina chi?) , Gheno prova a illustrare come togliendo tutti i tasselli di chi banalmente porta gli occhiali, ha i baffi e via dicendo; i tasselli rimasti diventano assurdamente pochi: noi siamo quelli che vogliono rientrare in quei pochi tasselli nella corsa all’essere normali, ed è qui che sorge spontanea la domanda: che cos’è la normalità? L’autrice allora ci offre un chiaro identikit di ciò che viene considerato normale: un uomo, eterosessuale, magro e – ovviamente, bianco; inoltre la nostra società soffre di un forte Androcentrismo, una società basata sul –vir latino, l’uomo-maschio.

Se proviamo a pensare bene a questo Androcentrismo, scopriamo che in secoli di storia, filosofia e arti, i personaggi che spiccano sono per la maggior parte uomini. I mestieri fino a qualche tempo fa erano tutti declinati al maschile: medico, avvocato, professore; nella storia sono pochissime le figure femminili davvero importanti, o se sono presenti lo sono spesso per motivi futili, un esempio posto dall’autrice è quello del busto di Nefertiti: ricordata per la sua bellezza e non per abilità particolari.

Qui, entriamo inoltre in un aspetto più profondo, quello politico: le suffragettes, il diritto di voto concessoci solo nel 1946 e l’abolizione del delitto d’onore nel 1981 sono solo alcuni degli infiniti esempi del maschio alla base della società.

Linguaggio specchio

Lidia Poët è tra le prime donne a concludere un ciclo universitario. Lidia si laurea in giurisprudenza ma è impossibilitata ad entrare nell’ordine degli avvocati non per sua negligenza ma per il semplice fatto che non era contemplata una donna nell’ordine, non era assolutamente nell’immaginario di chi costituiva la giuria, nemmeno esisteva la dicitura avvocata e la sua iscrizione venne dunque annullata.

Ed è qui che possiamo addentrarci nel linguaggio come specchio di una società e capire davvero perché le parole siano così importanti.

Una domanda che possiamo porci secondo l’autrice è: perché la base delle parole è maschile? E soprattutto, chi lo ha deciso?

La costruzione patriarcale della nostra società

Il patriarcato che cos’è, in parole povere? Una gerarchia secondo cui gli uomini prevalgono sulle donne, e con i svariati argomenti elencati sopra ne abbiamo la chiara dimostrazione.

Scopo principale del patriarcato: ricercare potere, frammentare le minoranze e tenere strette le varie conquiste fatte dall’uomo (nuovamente il –vir latino) nei secoli dei secoli.

Un cambiamento di prospettiva molto importante avviene grazie a Internet che diventa un modo per normalizzare la diversità.

Procedendo con i capitoli vengono inseriti temi molto importanti

Le quote rosa: l’assenza della parità di genere costringere a richiedere quest’ultime, e quest’ultime servono e sono importanti perché, appunto, in una società androcentrica e patriarcale le donne necessitano una voce, un posto e la parità, anche sul lavoro.

Per finire, uno dei temi più importanti trattati nel volume è quello dell’istruzione. Gheno parla infatti della scuola e di come abbia un ruolo fondamentale: la scuola come una palestra per la cultura, in cui i ragazzi – cito – “imparano ad imparare”. Sicuramente questo può davvero essere il punto di partenza da cui far nascere una società basata su forti valori e fondamentale, sulla parità.

Vera Gheno ci offre, in questo agile libro, una preziosa mappa concettuale che suggerisca l’inizio di un percorso culturale nuovo e, come indicazione preziosissima, a non dare mai per scontato il valore e il significato delle parole. E di conseguenza il nostro modo di pensare.

 

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Chiamami così – di Vera Gheno – editore il Margine – pagg. 96 – € 10

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