Poesie di amarezza e impossibile speranza: Franco Arminio

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Poesie di amarezza e impossibile speranza: Franco Arminio

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“Sperduto battello alla deriva.”

Nell’Ospedale raccontato dal poeta Franco Arminio, tema di questo libro commovente quanto crudo, convergono moltissimi e piccoli accadimenti di una inquieta quotidianità dell’attesa. Una difficile routine per esistenze affacciate a un freddo tramonto. Bertoni Editore ci offre un libro in edizione limitata e numerata: fra queste intense pagine – avvicendate dalle splendide illustrazioni di Francesca Ascione che ritraggono rami secchi e impediti nel movimento, perfetta raffigurazione esistenziale della vecchiaia – seguiamo un giorno qualunque vissuto all’interno di una struttura ospedaliera in cui i pazienti (per lo più anziani) vivono un riposo mai rassegnato. Poesia per poesia – come fossero capitoli – l’operatore sanitario lascia un resoconto del suo lavoro di assistenza, dal mattino alla sera, dal momento in cui gli anziani assistiti si svegliano fino a quando si ritorna a dormire.

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La copertina del libro, in edizione limitata, con illustrazioni di Francesca Ascione

Gli uomini e le donne che stanno qui

sono temperature, pressioni, glicemie.

Chi li assiste misura i parametri vitali,

conta i frutti dell’autunno in primavera,

prova ad alterare le stagioni,

a rimandare il tramonto del sole,

il lutto della sera.

Rami secchi in un cesto

Una produzione insolita all’interno dell’intensa attività poetica di Franco Arminio, che Bertoni editore ha raccolto e anticipato al pubblico presso il Salone del Libro di Torino. Nei suoi libri Arminio si solitamente sofferma sulla gioia, il dolore e la meraviglia che specialmente la natura, ancora oggi, ci offre e ispira. I suoi versi sono un diario di formazione ricorrente che tratteggia un percorso esistenziale ricco e determinato dal viaggio interiore ed esteriore. Ma in questo libro il viaggio è esaurito, non c’è altro da scoprire vivere imparare.

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Franco Arminio

La stanchezza pare dilaniare l’anima dei passanti di questo mondo. Si racconta perciò un definitivo approdo di chi non riconosce altro posto dove poter davvero riposare con serenità (“nessuno dei guariti torna mai a trovarmi”). I rami secchi, staccatisi dall’albero della Vita, vengono accantonati, talvolta curati affinché resistano dallo spezzarsi. Ospedale è il cesto in cui i rami vengono riposti. L’impatto realistico delle poesie scuotono il lettore, il quale sa che il tramonto d’ogni persona non può cessare nella solitudine. Il monito del libro riesce a essere monito di speranza, affinché i legami con i parenti o il prossimo (il resto dell’albero, gli altri rami, non ancora secchi) non si spezzino, e possano continuare senza il gravoso tabù della morte. E liberi dall’indifferenza.


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