Le ultime poesie di Sylvia Plath

Ted Hughes and Sylvia Plath August 1956

Le ultime poesie di Sylvia Plath

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“Parole asciutte senza codicilli.”

Sylvia, la poesia, l’amore infelice. La scrittrice Stefania Caracci riprende gli ultimi due mesi di vita di Sylvia Plath, a partire dalle poesie, scritte con incredibile fervore e scrittura nuova – un nuovo modo di poetare, scarno ma vibrante e quasi schiacciato dal silenzio, che poi divenne definitivo. Un libro struggente e di grande (e crudele) bellezza.

 

Ted Hughes

La storia d’amore con Ted Hughes (futuro poeta laureato in Inghilterra) era terminato nel peggiore dei modi. Un amore nato con grande intesa creativa, felicità, ma finito come amore tossico e pieno di incomprensioni e, purtroppo, di violenza. Infine il tradimento: Hughes si era innamorato di Assia Wevill, pubblicitaria e aspirante poetessa (morì anch’essa suicida) e aveva lasciato Sylvia e i due figli. Sempre in quel periodo, uscì il romanzo di Sylvia, il quasi auto-biografico romanzo La campana di vetro, non bene accolto dalla critica. Minacciata dal male oscuro della depressione, sfiduciata, Sylvia parve reagire con forza continuando ad accudire i figli e riprendendo con maggior fervore e urgenza a scrivere Poesia, minacciata anch’essa dall’incombenza della morte.

 

Un fiore dimenticato

 

[…] Un fiore dimenticato.

le mie ossa trattengono stasi, i campi

lontani struggono il cuore.

 

minacciano

di introdurmi in un cielo

senza stelle né padre, acqua scura.

 

Secondo i testimoni, Sylvia Plath era, negli ultimi giorni di vita, assente, come incredula (aveva appena appurato dall’ex marito, incontrato poco tempo prima, che Assia era incinta) eppure fu attenta che i figli fossero sempre seguiti e curati. Anche nel preparare il proprio suicidio (intossicazione da monossido di carbonio, emanato dal gas del forno da cucina) Sylvia imbottì la porta della cameretta dei piccoli per non fare passare gli effluvi mortali, e nella stessa stanza lasciò aperta anche una finestra. Infine l’atto tragico.

Amore fino alla fine

Stefania Caracci raccoglie in un breve racconto finale quegli ultimi giorni. Il suo amore per la poetessa si evince dalla profondità della narrazione, quasi commossa. Le poesie, invece, manifestano una persona dilaniata e ormai rassegnata dalla fine e sono una testimonianza struggente dell’animo di una delle poetesse americane più amate di sempre.

 

Copertina libro Sylvia Plath di Stefania Caracci

Sylvia Plath, I giorni del suicidio, di Stefania Caracci, Ripostes edizioni, pagg. 83, € 9.5

 

 

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