Fedeltà, infedeltà, amore: William Somerset Maugham, Il velo dipinto

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Fedeltà, infedeltà, amore: William Somerset Maugham, Il velo dipinto

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“Non può essere tuo marito.”

 Incompreso?

Parlando con i miei cari
amici di letture, mi sono accorto che sono in pochi ad amare William
Somerset Maugham
, Per gli stessi motivi che giustificarono la
riluttanza della critica a riconoscerne il talento. Eppure la sua
scrittura ancora oggi suscita emozioni contrastanti che sfugge ai
gusti odierni e ai “moderni approcci alla lettura”.

 

Il motivo più lampante è sempre uno: Maugham non parla di nulla. È noioso, lento. Non vi sono, fra le sue parole, momenti sorprendenti che suscitino un’emozione al lettore: i suoi personaggi paiono così lontani che non si avverte il battito dei loro cuori.

Eppure… eppure qualcosa, nelle sue storie, succede sempre. Maugham è mago dell’intreccio narrativo, ma il suo intreccio non si vede; è maestro nel complicare la vita dei suoi protagonisti (come In Villa) ma non offre alcuna occasione per seguire con empatia gli stessi; i suoi finali sono imprevedibili, ma non eclatanti.

Insomma, Maugham non piace per questi fra i tanti motivi; ma piace anche per gli stessi motivi, vissuti sotto un’ottica differente.

Maugham racconta le sue storie inserendole in una struttura lineare, apparentemente semplice e cristallina, in un susseguirsi di eventi che provocano semmai un intreccio interiore, un sentimento che deteriora vicende amorose e ne inaugura altre, spingendo al movimento i protagonisti fino ad arrivare a contesti assolutamente diversi e talvolta favolosi.

Prendiamo Il Velo dipinto, uno dei suoi capolavori.

Incipit infuocato. Colonia inglese di Hong Kong. Kitty e Townsend fanno l’amore durante l’ora della pennichella di Kitty stessa, padrona di casa. Townsend voleva vederla, la desiderava, e ha approfittato di quell’ora per avvicinarsi e consumare il loro adulterio.

Il marito

Proprio in quel momento, mentre si amano in camera da letto, qualcuno dall’esterno tenta di girare il pomello della porta, ma la porta è chiusa a chiave; tenta con l’altra porta, ma gira invano il secondo pomello. Poi il silenzio.

Kitty non ha dubbi: Walter, suo marito, deve aver provato a entrare. Ma chissà: forse, anziché vedere la moglie Kitty in flagrante adulterio, ha preferito andarsene.

Ma le cose non sono andate davvero così. Walter attende lo scontro diretto con Kitty e la obbliga a un futuro orribile presentandole un ultimatum: o resta con lui e lo accompagna in una regione sperduta della Cina, dov’egli, medico, andrà a studiare un caso epidemico di vaoiolo, oppure procederà col divorzio per adulterio. Egli ovviamente sa già tutto.

Ma Kitty, con la spavalderia dell’innamorata (di Townsend) accetta di affrontare la vergogna per amore; dopotutto è lo stesso Walter a offrirle una scappatoia: che vada a parlare con il suo amato Townsend, che anch’egli divorzi dalla moglie per sposare Kitty, e tutto sarà risolto.

 

Un amore nato già finito

Ma attenzione: Townsendnon vuole assolutamente lasciare la moglie. Il suo amore sensuale è un amore destinarsi a consumarsi per quello che è. Kitty rimane sola, senza il suo grande e romantico sogno. Dovrà seguire il marito.

Ma proprio con la fine di un amore ne nasce un altro, fra Kitty e Walter, in una reciproca e lenta conoscenza all’interno di un matrimonio sostenuto da incomprensioni, convenzioni sociali, amore non corrisposto. Amore noioso e prevedibile, forse, ma vero e tenace.

Infedeltà e fedeltà

Maugham maschera l’introiezione della viziata e colpevole Kitty con una narrazione rasente l’ironia e raccontando la leggerezza dei sentimenti che la dipingono; ma il “velo dipinto che i viventi chiamano Vita” (dall’introduzione) nasconde una sottotrama, un’anima nascosta che la stessa Kitty è costretta a sollevare con il velo stesso.

Maugham, dall’inizio alla fine, mostra e non racconta, come vero maestro. E la storia raccontata si sedimenta con imprevedibile facilità nella nostra mente e nel cuore. Con un doppio piacere.

(vi lascio sotto anche il trailer del bel film)

Il velo dipinto
di William Somerset Maugham
Edizioni Adelphi
Pagg. 491, € 18

 

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