La stanza rossa di Lucy M. Montgomery e i cari fantasmi di una volta

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La stanza rossa di Lucy M. Montgomery e i cari fantasmi di una volta

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Probabilmente Caravaggio Editore è una
delle poche realtà editoriali italiane che hanno capito e sostengono
una prerogativa assolutamente magica e inimitabile del libro: la sua
consistenza e veridicità.

Il libro non offre straordinarie ed
effimere chimere informatiche, iperconnessioni e gioie istantanee e
quant’altro: ma semplicemente una serie di pagine rilegate dentro cui
le parole accompagnano in scenari fantastici ed emotivi inaspettati e
indimenticabili; il libro non propina ragnatele ipertestuali ma si
pone in un rapporto diretto col lettore, e questi, mentre lo sfoglia,
ne saggia il peso, la bellezza, ne annusa l’odore: insomma il lettore
assapora un bel momento da aggiungere alla giornata. Non è
effettivamente una questione sensoriale ma un dialogo schietto e
diretto fra ispirazione, idea e fruitore. Senza filtri. Ed è ovvio
che se il libro si presenta in una veste ricca e attraente,
soprattutto ben curata, invoglia alla lettura. E leggere aiuta ad
apprezzare il particolare delle cose tutte.

Caravaggio Editore si lancia in questa
romantica prospettiva offrendoci la bellissima collana dei Classici
Ritrovati
. Non si tratta di una serie di semplici riproposizioni
di opere maggiori e minori di autori internazionalmente riconosciuti
(per questi abbiamo i Classici dell’Universale economica Feltrinelli,
o i tascabili Einaudi e – una spanna più su – la piccola
biblioteca Adelphi) ma, come se ritrovati da un baule polveroso in
una vecchia soffitta, di testi intraprendenti da scrittori blasonati.
Merito della cura e dei criteri di Enrico de Luca, curatore della
collana, grazie al quale stiamo riscoprendo dei libri godibilissimi
che fanno bene al cuore e sono estremamente evocativi.

Lucy M. Montgomery (1874 – 1942)
è stata un’autrice canadese nota soprattutto per aver creato
personaggi immortali come quello di Anne Shirley (conosciuta in
Italia come “Anna dai capelli rossi”), protagonista di una saga
che nel tempo era stata mal sopportata, come ammesso dalla stessa
autrice, obbligata quasi a soddisfare i desideri dei lettori ma
grazie alla quale ha costruito la propria carriera. Tuttavia,
Montgomery fu ammaliata dal fascino delle storie di fantasmi: ne
inserì alcune nei suoi romanzi più celebri (come momenti episodici)
e ne pubblicò su varie riviste: racconti gotici in classico stile
inglese e allora tanto di moda (e tuttora molto affascinanti) che le
diede forse modo di liberare la sua inventiva senza sottostare alle
leggi di mercato che… Anne e lettori le imponevano.

Caravaggio proponi alcuni di questi racconti in
una primissima edizione italiana.

Ne viene un libro prezioso e
affascinante, in cui i racconti, senza eclatanti o terrificanti
apparizioni, sono capace di accarezzare il soprannaturale celato tra
mura domestiche e banalità quotidiane, ricreando un alone di
inquieto mistero che sconvolge le certezze materialiste delle
protagoniste, a loro volta voci cortesi che ci invitano a spiegare
l’inspiegabile.

Si consiglia di prenderlo, questo libro,
perché solletica il piacere della mente e degli occhi. Un applauso a
Michela Pollutri per le illustrazioni che nobilitano di bellezza i
racconti ricreando la vecchia atmosfera e
per cui lascio alcuni assaggi.

P.S.Passate a trovare il sito della Casa Editrice: troverete delle bellissime gemme che vi stupiranno.


La
stanza rossa

di
Lucy Maud Montgomery

Caravaggio
editore

pag.
168, € 11,90

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