Il virus di Alessandro Baricco

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Il Baricco saggista, ossia scrittore che trova nel saggio il genere a lui più congeniale, si libera della retorica originata da tutte quelle tecniche di scrittura a effetto che lo contraddistinguono e che fanno leva sull’emotività. Il Baricco scrittore si ispira da tanti anni a Baricco stesso e, apparendo manierato (pur proponendo soggetti originali) non suscita le emozioni e la sorpresa dei primi anni di Oceano mare e Novecento. Proprio nel saggio riscontriamo sempre, invece, il Baricco dalla parola misurata, brillante ed estremamente lucida – con la stessa penna che forgiò L’anima di Hegel e le mucche del Wisconsin – offrendoci una disamina del tema intelligente e ponderata, oltreché originale.

E ancora una volta dimostra la sua penna felice in 33 frammenti raccolti per Feltrinelli nel microsaggio Quel che stavamo cercando: una raccolta diaristica, quasi. O aforistica; una serie di microbozze entro cui Baricco riflette, giorno per giorno, volta per volta, sul periodo quasi surreale della Pandemia che ancora stiamo vivendo (e subendo).

La Pandemiasi vive come produzione mitica nata da un assembramento di piccoli e grandi comportamenti pratici? Forse. Più che una Pandemia in senso stretto, essa viene interpretata quale “prodotto artificiale con cui gli umani pronunciano a sé stessi qualcosa di urgente e vitale.”

Non un caso, forse, ma una conseguenza di ciò che siamo e facciamo? Difficile dirlo. L’invito del libro, nondimeno, è quello di provare a leggere la pandemia da Covid19 per riconoscerne valore e presenza fra gli esseri umani – di conseguenza, per avvalorare l’esistenza umana nel suo squisito particolare, nella componente millesimale che ha forgiato misteriosamente il mito stesso, dalle fattezze divine, indiscutibili e imperscrutabili e per cui il vaticinare perturbante e continuativo della scienza – numeri, analisi, interpretazioni, previsioni – lotta per la sua frammentazione.

La Pandemia accompagna un valore aggiunto alla nostra quotidianità? Non proprio. E la lettura che facciamo di essa a cambiarci davvero. Andrà tutto bene, si diceva in pieno panico. Ma è davvero così?

Andrà meglio o diversamente? Perché noi saremo mutati, non saremo più come prima – oppure saremo stancamente come prima. Che lettura dare a tutto ciò? Quale messaggio morale perfino? Quale avvertimento?

La scrittura di Baricco, imperturbabile, gita attraverso il mito e lo rivive con una scrittura tesa e concentrata mescolando un respiro sociologico, quasi mitologico.

O anche questo saggio è finzione ed evasione? D’altronde, “nulla gli umani sanno edificare meglio che le muraglie del mito.” (framm. 33)

Di certo la lettura è ipnotica e intensa: val la pena sperimentarla.

Quel che stavamo cercando (33 frammenti)

di Alessandro Baricco

Ed. Feltrinelli

pag.48, € 4

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