Le mille e una peripezie dell’editor

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Le mille e una peripezie dell’editor

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“Percezioni.”

Gisella Blanco, coordinatrice del  Laboratorio di Scrivere Poesia, confida le sue esperienze. E la sua confidenza si traduce come un pensiero appassionato rivolto a tutti gli aspiranti poeti che impiegano tempo e fatica per realizzare le proprie poesie e i sogni di scrittura.

SCRIVERE DA SEMPRE

gisella blanco, come pubblicare poesie

GISELLA BLANCO

Quasi ogni persona che si dedica alla scrittura, anche nel modo più amatoriale e discontinuo che si possa immaginare, e perfino chi non scrive, racconta di un passato in cui ha composto delle poesie. Tutti, insomma, da bambini, abbiamo provato a scrivere almeno una poesia. per sentirci partecipi della nostra vita interiore. per sperimentare l’arte del ritmo o, semplicemente, per provare il sollievo di avere semantizzato i nostri sentimenti.

GENUINI RUDIMENTI

Quei rudimenti di scrittura, però, a meno di casi eccezionali quanto rari, non sono poesie e l’ingresso nell’età adulta ce lo rende di lampante evidenza. Cosa rimane di noi, della nostra genuinità, di quell’infantilismo tenero che ci conduceva d’istinto alle rime sabiane come fiore e amore, o a quelle caproniane come cuore e amore?

LE PERIPEZIE DEL CUORE

Accade, però, che quelle stesse spinte intimistiche, dal chiaro afflato prettamente diaristico, perseguano (e perseguitino) lo stesso stile fiabesco anche nelle scritture dilettantistiche di età più matura. Ecco che sopraggiunge il compito, difficile quanto delicato, dell’editor: restituire all’autore l’immagine della propria opera, il più possibile oggettiva in base alle competenze letterarie che possiede e, soprattutto, “esterna” rispetto alla percezione dell’autore stesso.

IL POETA RISCRIVE

La nostra scelta, piuttosto unica tra le squadre di servizi letterari, di fornire una scheda preventiva al cliente sulla base di una ristretta rosa di poesie, nasce dall’intento di mostrare, da subito, il nostro approccio. Non riscriviamo le opere degli altri, a meno che non ci siano delle richieste esplicite in tal senso. Nel caso, saremo noi a valutare il caso specifico e la ragionevolezza del lavoro da proporre. Il nostro editing non è interpolativo, non mira a ottenere un’opera di arrivo eccessivamente distante da quella di partenza. Perché siamo convinti che non avrebbe senso sostituirci all’autore, alle sue idee, alla cifra specifica che lo contraddistingue, al di là delle sue qualità e delle sue capacità.

RISPETTARE LA SCRITTURA

Fornire suggerimenti che mirano ad esaltare i punti di forza di un autore, la sorgente intima della sua ispirazione, le tendenze stilistiche e perfino le cose che non ha osato scrivere, è il nostro modo di rispettare la scrittura. Quando un manoscritto è troppo lontano dalla possibilità di raggiungere il pubblico dei lettori, lo diciamo con sincerità, fornendo le opportune motivazioni. E questa è una delle parti più difficili del nostro lavoro.

MURI

Quando, però, ci viene chiesto un parere, nonostante questo sia posto nei termini appena specificati, spesso incontriamo il muro dell’ostinazione autoriale. Siamo ben consapevoli che essere messi davanti alla possibilità di modificare i propri testi sia, prima di tutto, una sfida con il proprio sé, un piccolo dramma di irrisolutezza, uno choc tra il proprio voler dire e quello che si è realmente detto. Tuttavia, chi si rivolge a un’agenzia di editing decide di mettersi in gioco, per curiosità, per necessità autoriale, perfino per sfida.

 

Tralasciando i casi in cui, già sin dall’inizio, la volontà dei visitatori del sito è quella di trarre i consigli dalla scheda preventiva senza voler accedere realmente al servizio completo – che ricordiamo, da parte nostra, non è un hobby ma è lavoro- l’avvio di un percorso di editing si basa su un continuo dialogo tra l’autore e l’editor, sullo scambio di opinioni, di ipotesi, di idee, di suggestioni che si sviluppano nella reciprocità del confronto.

Se non tutti possono e devono scrivere poesia, il dibattito sulla propria parola poetica è sempre necessario. Vale per i principianti come per i poeti maggiori e, naturalmente, vale anche per gli stessi editor, se sono anche autori.

Lasciamo a Vittorio Sereni – lui può – i toni più polemici sulla scelta di scrivere o meno, e sui difficili rapporti tra autori di versi.

Da Stella variabile.

Poeti in via Brera:

Due età

Ci vuole un secolo o quasi

  • fiammeggiava Ungaretti sulla porta

della Galleria Apollinaire –

ci vuole tutta la fatica tutto il male

tutto il sangue marcio

tutto il sangue limpido

di un secolo per farne uno…

(Frattanto

sul marciapiede di fronte

a due a due sottobraccio tenendosi

a due a due odiandosi in gorgheggi

di reciproco amore

sei ne sfilavano. Sei).

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