Ogni giorno si vive un amore inquieto e un abbandono. Lo si vive e affronta, e tramite la poesia diviene un amore trasmigrato sulla vita che ancora pullula fra noi: per esempio nel particolare della natura. Un fiore nudo. Come nella raccolta poetica di Gaia Boni, appunto intitolata Fiori Nudi, pubblicata da una giovane autrice che scrive versi forti, pieni di vita… e di ricerca di vita e di un senso che la sorregga. Il libro è pubblicato da Cartacanta e presentato dal solito attentissimo Davide Rondoni.
L’identificazione con le cose e i particolari della natura non dà sconti ai sentimenti e ai pensieri: il linguaggio è netto, chiaro e spesso tagliente.
Ogni difesa della poesia è una difesa della follia, diceva Charles Simic, ma qui assistiamo a una voce che dalla follia vuole affrancarsi e ripartire da un amore finito per ricomporre il proprio cuore. Son parole che traggono forza e dolce spietatezza dalla natura in cui quasi ci si identifica, come fosse paradigma della propria esistenza e della vita in generale, sovente trascurata dalla quotidianità.
Ma nella quotidianità si annida dolore segreto, gioia feroce, desiderio, assenza. La poesia di Gaia Boni fa emergere tutto ciò, non senza attenzione certosina del verso, certo, ma sopratutto con spontaneo e innato ritmo, con una forza che lascia parole senza tregua né sconti, ruvide o dolcissime. L’autrice sconta la pena dello scrivere, la confessione di parole preziose e, soprattutto, la propria nudità; così che ogni incertezza e fragilita si riscattino in una disarmante forza espressiva.
Nella raccolta in particolare si assiste alla maturazione del suo frutto poetico, così come nella natura bisogna attendere le intemperie delle stagioni avvicendate per raccogliervi il sapore e il profumo delle sue manifestazioni. Il verso di Gaia Boni accoglie e raccoglie personalissime intemperie, ed eccole, legittimate da una poesia di sorprendente consapevolezza.
Gaia Boni
Fiori Nudi
Cartacanta Editore
Pag. 70, €10